Saturday, June 03, 2006

 

Stop the wall

Il muro voluto dal governo Israeliano come barriera difensiva per il proprio territorio, sarà costruito (in parte lo è già) all’interno dei territori palestinesi della West Bank, al di là dei confini decisi dall’ONU nel 1947. Si tratta di un muro alto dai tre ai nove metri che coprirà, una volta completo, una distanza di 670 km.
Molte famiglie palestinesi hanno perso la casa, abbattuta durante le operazioni di costruzione del muro. Per molti agricoltori sarà impossibile coltivare la terra, rimasta dall’altro lato del muro rispetto alle loro abitazioni. Alcuni villaggi sono stati divisi in due dal muro, altri ne sono pressoché circondati (Qalqilya ad esempio). Queste condizioni rendono molto difficile la vita di migliaia di persone, private delle loro case, delle loro terre, della possibilità di muoversi liberamente e quindi della possibilità di studiare e di lavorare. L’economia risentirà negativamente di questa situazione. Molti stanno già abbandonando le proprie abitazioni per trasferirsi altrove al di qua del muro. Che sarà dei villaggi abbandonati? Saranno distrutti? Saranno occupati?

L’obiettivo del muro appare chiaro ad un’attenta analisi del suo tracciato così com’è stato approvato. Le autorità israeliane intendono circoscrivere la presenza palestinese nella West Bank in aree chiuse, più o meno grandi, recintate su ogni lato dal muro, veri e propri ghetti. Queste aree saranno separate delle terre più fertili e delle principali riserve d’acqua. Nell’area restante, compresa tra i ghetti e il confine, le colonie israeliane continueranno ad espandersi e ne nasceranno di nuove. Queste aree saranno completamente controllate da Israele, che sta investendo molto in nuovi insediamenti e infrastrutture che li colleghino.
Il muro da una parte taglia centinaia di strade palestinesi, dall’altra canalizza e fiancheggia le strade israeliane che collegano le colonie.

Il definitivo controllo delle terre occupate, la creazione di ghetti circondati dal muro, l’azzeramento della potenziale crescita urbana e rurale palestinese rendono palese il disegno del governo israeliano nella West Bank.
La fine dell’Occupazione nelle terre occupate nel 1967 appare infinitamente lontana, le autorità israeliane marciano piuttosto nella direzione opposta, ovvero programmando il rafforzamento dell’occupazione per renderla definitiva e poter quindi annettere i territori a Israele. A lavori ultimati, il territorio sotto l’autorità palestinese non supererà il 25% della superficie pattuita dall’ONU nel 1947, circa il 50% della attuale superficie della West Bank.

Il sito ufficiale della campagna Stop the Wall contro il muro e contro l’apartheid in Palestina è ricco di documenti, analisi e aggiornamenti sulla costruzione del muro e su come ciò vada incidendo sulle condizioni di vita della società palestinese.

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